Mi soffermo a pensare come tante volte ho fatto nella mia vita… in questa stanza, tra queste pareti che mi avvolgono come braccia materne… perché proprio qui ho vissuto parte della mia vita… passo dopo passo… in quella parte di vita che per tutti rappresenta un salto di età… dalla spensieratezza e follia dei vent’anni alla maturità della mezza età… consapevolezza di quello che si è diventati… … … rassegnazione? Forse… … … Mi guardo attorno e vedo quello che è la mia vita… avvolto dal calore di queste pareti che mi hanno visto guardare il cielo tante volte… che mi hanno visto piangere, ridere, fare l’amore… … … in questo luogo dal quale non posso fuggire, tanto non ne sono capace… ed ho guardato il cielo… vedendo le nuvole assumere le forme più strane… ma vederle sempre andare via… e poi appoggiarmi sull’enorme schienale della mia poltrona… … e pensare alle donne importanti della mia vita che come quelle nuvole, ho visto andare via… non so, forse per colpa mia… forse perché questa è la vita… forse perché mi sono sempre perso dietro a me stesso… primo ed ultimo… tutto… senza guardare mai quello che gli altri mi avrebbero potuto dare… senza guardarmi mai indietro perché in realtà non mi sono mai allontanato dai miei vent’anni e da ciò che ero… … ed allora resto in un “passato invecchiato”… … … nella follia dei miei vent’anni, ma senza quella spensieratezza che ora vorrei avere con tutto me stesso… … … …

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Cazzarola, sembra facile no? Basta pensare ad altro, basta non fermarsi, basta guardare altrove… poi ti accorgi che l’oltre non ha senso, che l’oltre è solo un modo per distrarsi dalla realtà… … … la mia!!!
Ed allora cerco sempre una musica a farmi compagnia… oggi tocca ad Adele… … come se fossimo amici di vecchia data… … squillo di trombe… … indovinate quale? Sì, quella:

Ho sentito
che ti sei sistemato
che hai trovato una ragazza
e che adesso sei sposato

ho sentito che hai realizzato i tuoi sogni
immagino che lei ti abbia dato
ciò che non ti ho dato io

Vecchio amico
perché sei così timido
non è da te esitare
o nascondersi dalla luce

detesto saltar fuori dal nulla quando non sono invitata
ma non potevo stare lontana, è più forte di me
speravo che vedendo la mia faccia ti saresti ricordato
che per me
non è finita

non importa
troverò qualcuno come te
spero solo nel meglio
anche per te
non dimenticarmi
ti prego
ricordo che dicevi
a volte dura, l’amore
ma a volte, invece, fa male

a volte dura, l’amore
ma a volte, invece, fa male

sai che il tempo vola
solo ieri
erano i momenti più belli della nostra vita
siamo nati e cresciuti
nella foschia estiva
trattenuti dalla sorpresa
dei nostri giorni felici

detesto saltarmene fuori dal nulla quando non sono invitata
ma non potevo stare lontana, è più forte di me
speravo che vedendo la mia faccia ti saresti ricordato
che per me
non è finita

non importa
troverò qualcuno come te
spero solo nel meglio
anche per te
non dimenticarmi
ti prego
ricordo che dicevi
a volte dura, l’amore
ma a volte, invece, fa male

niente regge il confronto
né preoccupazioni o cure
rimpianti o errori
e ricordi
chi l’avrebbe detto
che avrebbe avuto un sapore così agrodoce

non importa
troverò qualcuno come te
spero solo nel meglio
anche per te
non dimenticarmi
ti prego
ricordo che dicevi
a volte dura, l’amore
ma a volte, invece, fa male

non importa
troverò qualcuno come te
spero solo nel meglio
anche per te
non dimenticarmi
ti prego
ricordo che dicevi
a volte dura, l’amore
ma a volte, invece, fa male

a volte dura, l’amore
ma a volte, invece, fa male

Porca puttana se fa male! Un colpo al cuore ai miei sogni, al mio oltre, a tutte le volte che ho guardato il cielo pensando di poter volare altro… ed invece mi fermo in questo cazzo di stazione a guardare la vita passare senza avere il coraggio di (ri)partire senza dare un senso a quello che scrivo privo di virgole accenti punti e tutta quella grammatica italiana che io odiavo tanto da bambino… sarò mai cresciuto?
Lascio passare il tempo, la vita ed una canzone che mi uccide il cuore…

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Mi ritrovo a passare fugace tra queste pagine virtuali… … … pensavo di aver “dimenticato”, di aver superato, di essere andato oltre… … ma oltre non sono mai arrivato… … mi sono semplicemente nascosto… a chi? A me stesso… forse anche agli altri… vagare per il “mondo” e ritrovarsi poi sempre al punto di partenza… sempre inesorabilmente allo stesso punto… … come un film di paura… … ma la cosa strana è che paura non mi fa… mi fa peggio vedere chi ora mi sta accanto… perché? Perché non so che fare… perché la vita scorre… tutto scorre… tutto mi scorre addosso… ed io guardo le cose passare… ed io faccio spallucce… tanto passerà, mi dico… ascolto Vasco Rossi: Prendi la Strada… guardo il cielo, quel cielo che ho condiviso con tante persone… e che tante persone mi hanno dato l’onore di condividere con loro… ed intanto, distrattamente, penso a quello che sarà il mio domani… ma il mio domani è già arrivato… ed io sono sempre seduto in questo posto, in questa città, in questo tempo… io sono qui, ma non so davvero dove mi trovo… … … penso proprio di essermi irreversibilmente perso… … …
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il cielo notturno e voci di gabbiani… una strada lunga una vita e ricordi fanciulleschi che non vuoi dimenticare… strano questo inverno… non fa freddo… fa, vorrà con l’apostrofo?… Cammino e penso… Sorrido per quello che voglio… vorrei… forse… non so… incasinato come sempre… a cercare Dio… Io… in un miscuglio di ciò che sono… in ciò che ero… ma fa, vorrà con l’accento? Apostrofo o accento? Oppure semplicemente così?… Sorrido… e cammino veloce… guardo il marciapiede… strisce bianche, strisce nere… e luci lontane… alla ricerca di un amico… alla ricerca di me… dei miei dubbi… di noi… noi? Chi noi? Eppure una stella che sta a Sud del mio presente… ricordi di un incontro fortuito… eppure il tempo che passa… eppure un sorriso… eppure un pensiero… che non sarà mai l’ultimo… mai…

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Mi sono nascosto nei meandri della terra, seguendo una stradina di campagna che non portava da nessuna parte… mi sono nascosto per non trovarmi… per non farmi trovare… sparire, per un attimo… per non vedere almeno per pochi istanti chi sono diventato… pensavo di essere diventato più forte… pensavo di essere diventato più maturo… una stradina di campagna che sembrava non finire mai… mai… e poi un contadino… e poi una casa… e poi del fumo da un camino… e poi la quiete… lontano dal mondo… lontano nel mondo… ma il mondo di chi? Il mio? Quello di uno che corre sempre? Di uno che deve pensare prima agli altri, poi al lavoro… poi a se stesso? Me stesso? Non ci faccio caso… respiro l’aria di questi sconosciuti posti… quasi quasi invio quel contadino… il suo tempo ha un senso… e la terra lo scandisce bene e con precisione… il mio? Non lo so… sembra che niente del mio tempo abbia senso… e mi ritrovo a guardare il mare e mi ritrovo a guardare il cielo e mi ritrovo a piangere… è passato tanto tempo ed io sono rimasto legato a ciò che ero…

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Beato futuro… perché avrà tante cose già pronte… beato futuro… perché conoscerà già il suo passato… perché grazie ha ciò che già sa… più cose potrà sapere… l’ho capito ieri… seduto in una sedia… in mezzo a tanti altri… con in mano il mio cellulare… il cellulare!!!… non c’era quando sono nato… giradischi? Passato… ok, bella la copertina, bello quella stonatura che ogni tanto si sentiva nei vecchi impianti… ma ciò che verrà, sarà comunque meglio… beato futuro… che avrai gli occhi per scoprire cose nuove… beato futuro… perché avrai un Mondo per cui emozionarti… perché niente può essere mai abbastanza… beato futuro perché in fin dei conti io sono già Passato… perché un poco ci si siede… perché gli occhi non hanno più voglia di scoprire… non hanno più voglia di piangere… non hanno più voglia di sorridere… e verrò riposto in un album fotografico come tutti i ricordi… … beato futuro… perché sarai spensierato almeno fino a quando non dovrai lasciar posto ad un futuro remoto, ma pur sempre futuro… … … beato futuro che avrai una donna da amare… una solo ed unica donna da amare…
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Ogni tanto passo di qua… in silenzio… senza darMi fastidio… leggedoMi con altri occhi… eppure sembra che niente sia cambiato… eppure sembra che tutto sia cambiato… eppure sono sempre banalmente io… con tanti sogni in meno… con tanti puntini confusi… e con qualche anno in più… con tanti segni in più nell’anima… ed una vita che scorre sempre troppo veloce… eppure continuo a leggerMi cercando di ritrovare quegli stessi sogni di allora… ma poi richiudo sempre la porta dietro di me…
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Bisogna trovare sempre un foglio bianco su cui scrivere. Bisogna sempre avere una musica da ascoltare. Il senso del viaggio… ancora, di nuovo. Partire con la malinconia nel cuore per quello che mi lascio alla spalle. Tornare con la malinconia nel cuore per non aver trovato qualcosa. Tutto sembra avvenire per caso… forse, o forse l’esatto contrario.  Incrociamo persone, sgaurdi, tocchiamo mani… eppure tutto non è mai uguale… eppure il mare… eppure la mia terra nel cuore… “attenzione prego, il self service al ponte 7 è aperto”… un voce gradevole, ma troppo alta, infastidisce i miei pensieri… pochi secondi… losing my religion… con lei abbiamo ascoltato così tanta musica… tutta… sole… viaggi… un tiramisù fantastico… … … ha proprio ragione, scrivo sempre le stesse cose… e poi lei… cene, sesso… forse l’amore… poi tanti dubbi… la fuga… e lei… troppo poco per me… forse io, ero tutto per lei… il suo coraggio di scegliere… il loro coraggio di decidere… poi i suoi occhi… una notte di sesso e amore… l’amicizia da non rovinare… mad world… un vortice di ricordi ed un foglio bianco su cui scrivere… bisogna sempre trovare un foglio bianco su cui scrivere… e musica da ascoltare… ed il senso del viaggio… ed un abbraccio che vorresti ti regalasse una persona lontana… destino non incontrarsi? Noi siamo il destino… è questa è la vita… ma in un’altra noi saremo di nuovo uno… o come dico io, saremo tre… perchè due anime che si incontrano non possono che arricchirsi vicendevolmente… milonga del angel… un foglio, il solito 4, i miei puntini… Marta… chi è Marta? E’ una lunga storia… ma anche lei, a modo suo, mi ha regalto mille e più emozioni… … … e adesso lei… di nuovo daccapo? Tutto daccapo? Cosa ne so… sono un enorme non lo so… … … … la terra, le luci, gli odori, il mare… tutto e ormai lontano… … … compreso me…

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Partenza… ogni volta è uguale. Sempre le stesse sensazioni, sempre le stesse emozioni… l’idea del viaggio… partire, forse tornare… sempre la stessa idea in mente… lo stesso pensiero… lasciare tutto… tutti… partire e non tornare… poi la famiglia, il lavoro, gli amici… tornare… una mezza luna… luci che si allontanano… il profumo del mare… e la mia terra che diventa piccola piccola… partire… per dove… per cosa… perchè… trovare una donna… lasciarsi… sorridere… incontrarsi di nuovo e poi di nuovo lasciarsi… partire, forse per non tornare… mentire a se stessi sapendo di tornare… concetti distorti… come sempre,.. più di sempre… sempre… partire e tornare… partire e lasciarsi alle spalle tutto… diverso dagli altri, da molti altri… più fortunato… ho incontrato donne che mi hanno insegnato tutto… anche stamani continuavi ad insegnarmi cosa è la vita… eppure la vita è un attimo… eppure la vita sono puntini in sospensione… eppure io… per sempre… per sempre insoddisfatto… mai rassegnato… come se questa parola non fosse contemplata… … … guardo gli altri e mi sento migliore… conscio di vivere ogni istante… certo di aver conosciuto la vita… certo che qualcosa ho capito… partire… dirsi addio… o arrivederci… ciao, alla prossima… ti chiamo io… ed un sms… uno squillo… un abbraccio… un bacio… … … sì, un bacio, come se fosse il primo, come se fosse l’ultimo… come se fosse tutto…
Amore_per_sempre_1

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Di nuovo, ancora. Sempre nella stessa identica maniera. Sempre con lo stesso vuoto nel cuore e nell’anima. Sapendo che tutto ricomincerà daccapo. Svegliarsi la mattina alla stessa ora e rivivere lo stesso identico giorno.
Una stanza vuota, una porta che si chiude, il motore di un’auto che si accende ed un’altra storia che finisce.
Ed io di nuovo fermo in questa stazione, a guardare l’orologio che mi mostra sempre la stessa ora, sempre lo stesso istante. Mi siedo, silenzio. Forse andrò al bar a sbronzarmi.
Questa stanza è infinitamente grande. Devo lasciare il letto così come è. Me lo ha chiesto prima di andar via, vuole stringere forte al cuore il pensiero di noi, di me. Un abbraccio lunghissimo. Mi è capitato altre volte, chissà quante. Eppure ancora non sono abituato, eppure ancora mi fa star male.
Guardarsi, piangendo. Ed io ho pianto e non sapevo che dirle, se non, egoisticamente, che avrei dovuto di nuovo ricominciare tutto dall’inizio.
Mangiatore di anime… ne ho divorate troppe e troppe hanno sofferto e troppe volte io son stato male… no so perchè capita, ma capita… uno sguardo, un pensiero, un sorriso… ma non riesco a non condividerla la mia anima… le mie anime… … ed i miei puntini di sospensione… di pensieri… di cose non dette… ed un ti amo che non riesco più a dire… ed una vita che passa… ed un’altra donna che piange… ed io pronto di nuovo a sbronzarmi in un bar di periferia, così, tanto per non pensare al mio ennesimo fallimento… … … inseguire i sogni, credere che sia tutto possibile, credere che domani sarà diverso, migliore… ma poi i puntini a dirmi che mi sto raccontando delle stupide bugie… ed una stazione dove vedo solo partenze… e l’idea della mia partenza sempre rinviata… comunque rinviata…
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